Big Hero 6, il vecchio ed il nuovo volto della robotica

Big Hero 6 è un film d’animazione 3D del 2014, vincitore del premio Oscar per la categoria, che mescola piacevolmente il vecchio ed il nuovo volto della robotica.

Il “nuovo volto” è rappresentato da Baymax, un robot operatore sanitario progettato da Tadashi Hamada, il fratello maggiore del protagonista quattordicenne Hiro.

Un’idea, quella del robot al servizio dei malati e delle persone non autosufficienti, che abbiamo già visto realizzata da Riba II, Paro, e, più recentemente, Romibo.

Il Giappone in effetti ha una crescente popolazione anziana, grazie all’aspettativa di vita più lunga del mondo, e già diverse industrie nipponiche si sono lanciate nel settore dell’assistenza socio-sanitaria robotica.

Baymax

Baymax

Il giovane prodigio Hiro è a sua volta l’inventore dei Nanobots, semplicissimi robot in miniatura che però sono capaci di combinarsi in grandi insiemi per formare strutture più complesse, come nelle nano-tecnologie moderne, anche se “nano” qui non ha nulla a che vedere con le dimensioni microscopiche della fisica avanzata.

Nanobot

Nanobot

In più, i nanobots sono controllabili via un un casco che legge le onde cerebrali, e che guida i nanobots ad aggregarsi nella forme che l’operatore plasma mentalmente..

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Team Coreano vince il DARPA Robotic Challenge 2015

Il robot umanoide DRC-Hubo del team Kaist di Daejeon, della Repubblica di Corea vince il DARPA Robotic Challenge 2015, completando la serie di prove in minuti 44:28, ed intascando i due milioni di dollari di premio.

Il robot HUBO di Kaist alla guida di un veicolo

La finale del DRC Finals sfidava le squadre robotiche partecipanti a completare una serie di 8 compiti relativi all’emergenza disastri, come guidare da solo, camminare attraverso le macerie, far scattare interruttori, aprire ed attraversare porte, girare valvole e salire le scale.

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Aiko Chihira, robot umanoide per il servizio clienti nei negozi

Toshiba Corp. ha annunciato al Wall Street Journal che dalla prossima settimana il robot umanoide Aiko Chihira entrerà a far parte dello staff di un importante negozio della capitale giapponese, offrendosi come audio guida per i clienti.

Una scena che ci ricorda film di fantascienza come Blade Runner, AI o Total Recall, ma bisogna restare con i piedi per terra. Aiko non può rispondere a domande, non può cioè instaurare una conversazione con le persone. Può fare delle conferenze, dare lezioni, fornire spiegazioni, illustrare progetti, in pratica, solo dei monologhi.

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RQ HUNO Robot programmabile umanoide che costa come un Tablet

RQ HUNO, prodotto da RoboBuilder, è il Robot umanoide programmabile più piccolo del mondo, con un costo paragonabile a quello di un tablet, attorno a 500 dollari.

Il robot è un kit da assemblare, dotato di un microcontroller a 32-bit, con sensori di suoni ed ostacoli (via infrarossi). E’ alto 16cm e pesa 620g, ha 16 gradi di libertà, ed è dotato di un duplice UART per le comunicazioni. E’ compatibile con Microsoft robotics developer studio.

Il sistema di montaggio è a rivetti e viti, per assemblarlo e disassemblarlo facilmente, senza rinunciare ad un’alta stabilità,

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Nextage – il robot che prepara il caffè come un barista

Presentato al Japan Robot Week, Nextage è il robot progettato da Kwanda Industries per affiancarsi agli umani nelle più comuni attività, che in occasione dello show si è cimentato nella preparazione di un Nespresso. Chi lo ha visto all’opera lo ha trovato naturale e preciso nei movimenti, ma piuttosto lento. Certo i produttori non volevano rischiare per una demo così importante di rovesciare un po’ di caffè sul tavolo!

Stando agli obiettivi del produttore nipponico, Nextage libera gli umani da lavori ripetitivi e umili, permettendo loro di focalizzarsi solo su attività creative e che producono valore aggiunto, come la gestione e il miglioramento di processi ed attività.

Nextage è capace di coesistere con gli esseri umani, ma anche di collaborare con i convenzionali robot industriali, e con strumenti specialistici, vuole insomma diventare un partner a tutti gli effetti nel nostro mondo lavorativo.

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Boris, il robot che sa caricare la lavastoviglie

L ‘Università di Birmingham ha sviluppato un robot da 350000 sterline, capace di manipolare oggetti sconosciuti in maniera simile a quella umana.

Grazie ai suoi sensori sulla faccia e sul polso è in grado di calcolare in 10 secondi il miglior modo per raggiungere ed afferrare un oggetto con cui non ha mai interagito.

L’esempio usato come riferito dal Professor Wyatt, è appunto il caricamento di una lavastoviglie, con oggetti sparsi per la cucina, che il robot sa selezionare, raccogliere, e quindi caricare nella lavastoviglie.

Il primo passo per il perfetto collaboratore domestico robotico.

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Squadre di Nao Robot hanno partecipato alla competizione “RoboCup robot football tournament”

Ogni squadra ha partecipato alla RoboCup, la competizione che si è tenuta quest’anno in Brasile, con robot identici. Il modello standard attuale è Nao, il robot umanoide della Aldebaran Robotics. I robots sono tenuti ad operare autonomamente, senza controllo umano o di un computer esterno.

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